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Autonomi e Partite Iva

Chi votare alle prossime elezioni? La risposta è AUTONOMI E PARTITE IVA

Cari amici AUTONOMI E PARTITE IVA, la seconda fase Emergenza Corona Virus è arrivata e tra pochi giorni potremo viaggiare più liberamente. Toccheremo con mano i danni provocati da questa emergenza che, per certi aspetti, ha solo amplificato i danni provocati da questo Governo e da altri, prima della Pandemia.

Oggi COMINCIAMO A TOCCARE con mano l’inefficienza dell’intero sistema Italia nel suo complesso: Malasanità, Malagiustizia, Malaburocrazia, Malcostume politico-sindacale, contraddizioni istituzionali tra regioni e governo, eccessiva produzione di leggi, incapacità di percepire e capire le priorità. ECCESSO DI DIRITTI dei lavoratori dipendenti, ECCESSO DI DOVERI degli AUTONOMI E PARTITE IVA.

Mi domando continuamente cosa succederà dopo che saranno finiti i soldi che l’Europa ci ha dato in prestito. Soldi che stiamo dando in maggior parte alla cassa integrazione dei lavoratori dipendenti. Qualche mese ancora e poi toccheremo con mano una riduzione di PIL del 20%, che a cascata significherà milioni di posti di lavoro in meno, redditi più bassi e conseguente gettito tributario proporzionalmente ridotto del 20-30%. Per quanto tempo? Almeno un anno intero a partire da adesso. Io ho l’impressione che nessuno di Noi, compresi i ns. governanti, sta percependo il vero dramma della ns. economia reale. Vorrei tanto sbagliarmi.

SERVE UN CONDONO TOTALE E TOMBALE, per azzerare i crediti verso i cittadini e le imprese, del 100%, pagato il 30%, ma con possibilità di beneficiare del credito di imposta decennale della restante parte non pagata. Un condono che permetta la cessione del credito a terzi che, comprando il credito tributario dello Stato a saldo e stralcio del 30%, abbia interesse al credito d’imposta della rimanente parte in 10 anni a quote costanti. Questo permetterebbe allo Stato di incassare circa 300 miliardi, di ridurre gli altissimi costi di contenzioso, e liberare risorse umane per lavori arretrati più necessari. Sarebbe un toccasana per le imprese ed i professionisti che, sollevati da tutti gli stress persecutori, si potrebbero dedicare al loro core-business con più freschezza di idee, quindi più produttività.

Lo Stato non perderebbe niente perchè utilizzerebbe le somme incassate, 300 miliardi, ad attivare investimenti di piccole-medie e grandi opere pubbliche. Questo genererebbe un moltiplicatore monetario ed una nuova ricchezza di almeno 3-4 volte la somma investita. Quindi lo stato incasserebbe tributi diretti ed indiretti, pari o superiori alle somme di crediti stralciati col condono. Inoltre questi crediti d’imposta potrebbero essere ceduti anche più volte mediante girata, proprio come una cambiale.

Diventerebbe una vera e propria seconda moneta che salverebbe in meno di un anno il ns. Paese. Io ragiono da Imprenditore, professionista ed un pò politico; quindi questa soluzione è realizzabile se si superano gli steccati del pregiudizio contro gli evasori fiscali, per me vittime del sistema, e quindi se si decide che il rilancio può avvenire solo ed esclusivamente con la ripartenza degli AUTONOMI E PARTITE IVA (agricoltori ,artigiani, professionisti, imprese, ecc.) e non con l’aumento di dipendenti pubblici, o mantenuti da strane sovvenzioni statali ecc…

Come si può non essere d’accordo su tutto ciò se non perchè in mala fede politica? Dubitate amici di altre soluzioni, siamo obbligati a fare politica col ns. Partito per auto-difenderci ed auto-rappresentarci. Alle prossime elezioni voteremo AUTONOMI E PARTITE IVA.

-Eugenio Filograna

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