I 10 punti del Programma
Indice del Programma
Programma dell'Associazione AUTONOMI E PARTITE IVA
Il nome dell’Associazione “AUTONOMI E PARTITE IVA” si riferisce, in senso ampio, alle attività economiche svolte in libera iniziativa, di qualsiasi dimensione e settore. Di seguito, per brevità, gli autonomi e i titolari di partita IVA sono indicati con la sigla A.P.I.
L’Associazione svolge attività culturale e politica.
Culturale, perché è necessario riconoscere il ruolo decisivo del lavoro autonomo, delle professioni e delle imprese nella crescita, nel benessere sociale, nell’innovazione e nella creazione di occupazione. Il sistema di welfare italiano è stato storicamente costruito soprattutto intorno al lavoro dipendente; l’esperienza della pandemia ha inoltre mostrato con particolare evidenza la necessità di tutele più equilibrate e strutturali per chi lavora in proprio.
Politica, perché gli A.P.I., conoscendo direttamente i problemi connessi all’avvio e alla gestione di un’attività economica, devono poter contribuire in modo autonomo alla rappresentanza delle proprie istanze e alle decisioni pubbliche che incidono sul loro futuro.
Il programma dell’Associazione AUTONOMI E PARTITE IVA si ispira a:
- Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite;
- Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
- Costituzione della Repubblica italiana.
Il programma è articolato in 10 punti, a loro volta suddivisi in proposte specifiche. Le misure che comportano maggiori oneri o minori entrate per lo Stato dovranno essere accompagnate da quantificazioni trasparenti, coperture verificabili e valutazioni degli effetti dinamici su crescita, investimenti, occupazione e gettito, nel rispetto dell’art. 81 della Costituzione e del quadro europeo di finanza pubblica.
I 10 punti del Programma
1. Il risanamento equitativo
Questo punto rappresenta una delle proposte caratterizzanti del programma. L’obiettivo è consentire il rientro delle posizioni debitorie verso lo Stato evitando che i meccanismi di definizione agevolata siano percepiti come un beneficio riservato esclusivamente a chi non ha adempiuto, e riconoscendo contemporaneamente un vantaggio anche alle imprese fiscalmente regolari.
Essendo un punto articolato in più fasi si richiama il documento allegato denominato “Il progetto del risanamento equitativo”.
In sintesi, il programma propone:
- la possibilità, per i debitori verso lo Stato, di definire determinate posizioni pagando il 30% del valore nominale, secondo criteri e limiti da stabilire per legge;
- la possibilità, anche per imprese prive di debiti verso lo Stato, di acquistare crediti pubblici ammessi al meccanismo pagando il 30% del loro valore e di beneficiare successivamente di un credito d’imposta riferito al valore originario, utilizzabile in un arco temporale pluriennale da definire;
- la possibilità di trasferire a terzi il credito d’imposta, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla legge;
- l’utilizzo degli incassi ottenuti dallo Stato per interventi di sviluppo, investimenti e riduzione del carico fiscale.
La quantificazione degli incassi potenziali non deve essere indicata come dato certo prima di una verifica tecnica aggiornata dello stock di crediti effettivamente esigibili. La disciplina dovrà inoltre essere costruita in modo compatibile con le regole europee sugli aiuti di Stato, con la contabilità pubblica e con la sostenibilità finanziaria pluriennale.
2. Eliminazione delle zavorre per Autonomi e Partite IVA
La pressione fiscale e contributiva italiana resta elevata. Secondo ISTAT, nel 2025 si è attestata al 43,1% del PIL, che diventa 68,6% se si aggiungono costi indetraibili ed indeducibili rispetto ai parametri europei. L’obiettivo politico del programma rimane ridurre il peso complessivo di imposte, contributi e adempimenti che limita la capacità di investimento delle attività economiche.
Proposta fiscale A.P.I.
Il programma propone un sistema articolato su tre fasce:
- attività con ricavi o compensi annui fino a € 100.000: abolizione della tassazione sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo;
- attività con ricavi o compensi annui superiori a € 100.000 e fino a € 440.000: imposizione pari all’1% dei ricavi o compensi;
- per le altre attività: flat tax al 20% sull’imponibile.
Semplificazione della disciplina del lavoro
Il programma propone una semplificazione organica della disciplina dei licenziamenti e il superamento delle differenze stratificatesi nel tempo, con regole più chiare e prevedibili per imprese e lavoratori e con adeguate tutele contro i licenziamenti illeciti.
Semplificazione burocratica
Ridurre oneri e adempimenti, limitare certificazioni e documenti quando i dati sono già detenuti dalla Pubblica amministrazione, rafforzare l’autocertificazione e applicare concretamente il principio “once only”: il cittadino e l’impresa non devono essere costretti a comunicare più volte alla P.A. informazioni già presenti nelle banche dati pubbliche. Digitalizzazione e interoperabilità devono servire a eliminare procedure, non a duplicarle.
Soglie per l’organo di controllo o il revisore nelle S.r.l.
Nel 2026 l’art. 2477 c.c. prevede, tra le altre ipotesi, l’obbligo di nomina quando per due esercizi consecutivi viene superato almeno uno dei seguenti limiti: € 4 milioni di attivo patrimoniale, € 4 milioni di ricavi oppure 20 dipendenti medi. Il programma propone di innalzare tali soglie per le piccole imprese, graduando gli obblighi di controllo in funzione della dimensione, del rischio e dell’interesse pubblico coinvolto.
3. Ristabilire la fiducia tra cittadini e Pubblica Amministrazione
La Pubblica amministrazione deve essere percepita come un servizio al cittadino e alle attività economiche. Il rapporto con il contribuente deve essere improntato a collaborazione, buona fede, proporzionalità, certezza dei tempi e responsabilità.
Compensazione tra debiti e crediti verso la P.A.
Il programma propone di ampliare e rendere strutturale la possibilità di compensare crediti certi, liquidi ed esigibili verso la Pubblica amministrazione con debiti fiscali, contributivi o di altra natura verso la P.A., attraverso procedure semplici, digitali e con tempi certi.
Rafforzamento dei diritti del contribuente
Lo Statuto dei diritti del contribuente è stato significativamente rafforzato dal 2024, introducendo tra l’altro il principio di proporzionalità e nuove forme di autotutela. Il programma propone che i suoi principi essenziali ricevano una tutela di rango superiore o, in alternativa, che la loro violazione produca conseguenze effettive sulla validità degli atti e sulla responsabilità dell’amministrazione.
Tempi certi e conseguenze per i ritardi
Ogni procedimento deve avere un responsabile identificabile, scadenze conoscibili e un sistema di monitoraggio. In caso di ritardo ingiustificato, il programma propone meccanismi automatici di indennizzo nei casi più gravi, oltre a conseguenze organizzative e dirigenziali per l’ufficio responsabile.
Efficienza e riallocazione del personale della P.A.
L’obiettivo non deve essere una riduzione indiscriminata del personale pubblico, ma la riduzione degli organici non strategici e delle duplicazioni, la mobilità verso uffici e servizi carenti, l’automazione delle attività ripetitive e il confronto con benchmark europei di efficienza e qualità del servizio.
Autotutela obbligatoria per gli errori manifesti
Dal 2024 l’art. 10-quater dello Statuto del contribuente obbliga l’amministrazione finanziaria ad annullare determinati atti manifestamente illegittimi, anche se definitivi, salvo alcune eccezioni. L’obbligo, però, non opera decorso un anno dalla definitività dell’atto non impugnato. Il programma propone di estendere l’autotutela obbligatoria a tutti gli errori manifesti e documentabili e di superare o ampliare tale limite temporale quando la pretesa sia chiaramente indebita.
4. Supporto alla competitività dei prodotti italiani - Deroghe al CCNL
Per molte attività ad alta intensità di lavoro, la competitività è condizionata dal costo complessivo del lavoro, che comprende retribuzione, contribuzione e imposizione. La priorità resta la riduzione del cuneo fiscale e contributivo.
Per i settori in crisi strutturale o esposti a particolare concorrenza internazionale, il programma propone inoltre forme temporanee e controllate di flessibilità sui trattamenti economici previsti dai contratti collettivi, entro un limite massimo del 20%, soltanto con consenso espresso del lavoratore e attraverso accordi certificati o collettivi. Qualsiasi deroga dovrebbe comunque rispettare i principi costituzionali di proporzionalità e sufficienza della retribuzione e le norme inderogabili di legge.
La finalità è sostenere la continuità produttiva e l’occupazione nei settori effettivamente in difficoltà, evitando che la flessibilità si trasformi in concorrenza al ribasso generalizzata.
5. Ridurre il contenzioso tributario e velocizzare la definizione delle liti
Il programma propone di potenziare e semplificare la conciliazione tributaria, consentendo agli uffici una maggiore autonomia negoziale entro criteri pubblici e verificabili, soprattutto quando il giudice formula una proposta conciliativa o quando la prosecuzione del contenzioso presenta un rapporto costi-benefici chiaramente sfavorevole.
Ogni definizione dovrà essere tracciabile, motivata e sottoposta a controlli idonei a evitare disparità di trattamento.
6. Convertire l’assistenzialismo in attivazione, formazione e lavori utili
Il programma propone di rafforzare la componente di attivazione per i beneficiari effettivamente abili al lavoro, integrando formazione, orientamento, ricerca attiva e attività utili alla collettività.
In particolare:
- per i beneficiari pienamente attivabili, aumentare progressivamente l’impegno in attività formative, di ricerca attiva o PUC, fino a un monte ore più consistente e comunque compatibile con colloqui, corsi e offerte di lavoro;
- rendere semplice e digitale la scelta tra progetti disponibili presso Comuni, enti pubblici e soggetti convenzionati;
- prevedere decadenza o riduzione del beneficio in caso di assenze ingiustificate ripetute, nel rispetto delle garanzie procedimentali;
- misurare gli esiti occupazionali dei percorsi e finanziare maggiormente quelli che producono risultati verificabili.
7. Supporto a giovani e disoccupati per iniziative imprenditoriali
L’obiettivo è favorire il passaggio dalla disoccupazione o dall’inattività alla creazione di lavoro autonomo e impresa. Chi avvia un’attività deve affrontare investimenti, costi fissi e adempimenti prima ancora di avere consolidato ricavi.
Riduzione o abolizione del minimale contributivo
Nel 2026 il contributo minimo annuo dovuto dagli iscritti alle gestioni INPS degli artigiani e dei commercianti è pari rispettivamente a circa € 4.521 e € 4.612. Il programma propone:
- per attività con ricavi o compensi fino a € 100.000: abolizione del minimale contributivo e contribuzione parametrata al reddito effettivamente prodotto;
- per attività con ricavi o compensi superiori a € 100.000 e fino a € 440.000: contribuzione semplificata pari all’1% dei ricavi o compensi, con adeguata copertura previdenziale da definire.
La riforma dovrà garantire che la riduzione dei contributi non produca in futuro trattamenti pensionistici irrisori: l’agevolazione va quindi accompagnata da un meccanismo trasparente di accredito contributivo.
IRAP
Il programma aggiorna quindi l’obiettivo: completare la riduzione o abolizione dell’IRAP per le micro e piccole società che ne sono ancora soggette.
IMU sugli immobili strumentali
Il programma propone l’abolizione o una forte riduzione dell’IMU su negozi, uffici e capannoni direttamente utilizzati per l’attività.
Prestito sull’onore
Istituzione di un prestito sull’onore fino a € 10.000, a tasso agevolato, restituibile in cinque anni, destinato all’avvio di nuove attività e accompagnato da tutoraggio iniziale e formazione di base.
Prestazioni occasionali
Il programma propone di innalzare ulteriormente o eliminare il limite dimensionale per le micro e piccole imprese, mantenendo limiti economici, tracciabilità, copertura INPS e INAIL e misure antiabuso.
8. Eliminazione delle storture disincentivanti nel nostro sistema
Tempi lunghi di recupero dei crediti, morosità reiterate e occupazioni abusive possono scoraggiare investimenti e aumentare i costi delle imprese.
Banca dati di affidabilità commerciale
Il programma propone una banca dati consultabile dagli operatori economici che renda più semplice conoscere eventi pubblici e oggettivi rilevanti per l’affidabilità commerciale di un’impresa, evitando però la pubblicazione indiscriminata di atti non definitivi o informazioni non verificate. Lo strumento dovrà rispettare il GDPR, il diritto di rettifica e criteri di proporzionalità.
Recupero crediti e lite temeraria
Rafforzare le sanzioni per opposizioni manifestamente infondate o meramente dilatorie, prevedendo condanne effettive per lite temeraria, maggiorazioni delle spese e conseguenze disciplinari nei casi di abuso professionale documentato. La responsabilità personale del difensore dovrebbe essere limitata a condotte dolose o gravemente scorrette accertate.
Sfratti per morosità
Ridurre i tempi delle procedure di sfratto quando la morosità è chiara e non seriamente contestata. Il programma propone di limitare la concessione del termine di grazia nei casi di reiterazione della morosità o di comprovata malafede, garantendo al contempo le tutele per le situazioni di effettiva fragilità sociale.
Occupazioni abusive
Il programma propone di estendere procedure realmente rapide anche alle altre occupazioni arbitrarie di immobili privati e pubblici, nel rispetto del controllo dell’autorità giudiziaria, e di chiarire la gestione delle utenze e dei beni dell’occupante in modo da non scaricare ulteriori costi sul proprietario.
9. Eliminazione di norme inique o disfunzionali
Questo punto raccoglie proposte eterogenee accomunate dall’obiettivo di eliminare norme che producono costi sproporzionati, incertezza o effetti disincentivanti.
Contratto a tempo determinato
Nel 2026 il contratto a termine può essere stipulato liberamente fino a 12 mesi; per durate superiori, e comunque entro 24 mesi, sono richieste le causali previste dalla contrattazione collettiva, esigenze sostitutive oppure, in assenza di previsioni collettive, esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti nei limiti della disciplina transitoria prorogata al 31 dicembre 2026.
Il programma mantiene la proposta di consentire contratti a tempo determinato senza causale fino a 36 mesi, con limiti alle successioni artificiose e con piena tutela contributiva, retributiva e di sicurezza del lavoratore.
Imposta di registro sui decreti ingiuntivi
Il programma propone di eliminare la responsabilità solidale del creditore per l’imposta di registro dovuta in relazione al decreto ingiuntivo quando il debitore non adempie, evitando che chi non ha incassato il proprio credito debba anticipare anche il tributo riferibile alla controparte inadempiente.
Perdite su crediti
Il programma propone di ampliare i casi di deduzione automatica, consentendo per crediti di importo contenuto o dopo un decreto ingiuntivo non adempiuto di documentare l’antieconomicità del recupero con una dichiarazione professionale motivata, soggetta a controlli e responsabilità.
Trasparenza delle fideiussioni personali
Le garanzie personali devono essere evidenziate con un documento separato, semplice e comprensibile, che indichi importo massimo garantito, durata, condizioni di escussione e patrimonio personale potenzialmente esposto. L’accettazione deve essere specifica e distinta dal resto del contratto, anche con firma elettronica qualificata o altra modalità digitale equivalente, evitando che la fideiussione venga nascosta in documentazione complessa.
Accesso a un conto di pagamento per soggetti in liquidazione giudiziale
Il programma propone di garantire anche a chi è stato assoggettato a liquidazione giudiziale l’accesso effettivo a un conto personale essenziale e, quando necessario per ripartire con un’attività, a servizi di pagamento professionali di base, fermi restando gli obblighi antiriciclaggio e le limitazioni stabilite dal giudice o dalla procedura.
Responsabilità solidale negli appalti
Il programma propone di definire in modo più chiaro gli obblighi del committente e di limitarne la responsabilità solidale alle violazioni che egli poteva concretamente conoscere o prevenire attraverso controlli documentali ragionevoli. Una volta assolti gli obblighi previsti dalla legge, il committente non dovrebbe rispondere di irregolarità occulte dell’appaltatore o del subappaltatore che non erano oggettivamente rilevabili.
Trasparenza contabile delle organizzazioni sindacali
Il programma propone obblighi uniformi di trasparenza contabile, rendicontazione consolidata, certificazione e pubblicazione dei bilanci delle organizzazioni sindacali che superino determinate soglie dimensionali o ricevano risorse pubbliche, nel rispetto della loro autonomia.
10. Riforma della Giustizia e misure per ridurre i costi dello Stato
Il sistema penitenziario resta in una condizione di forte sovraffollamento. Al 31 luglio 2026 il Ministero della Giustizia registrava 64.793 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.221 posti in 189 istituti.
Indulto per pene residue limitate
Il programma propone un provvedimento di indulto per pene o residui di pena non superiori a tre anni, subordinato a requisiti di buona condotta e con esclusione dei reati di maggiore gravità individuati dalla legge. L’adozione di un indulto richiede la procedura e le maggioranze qualificate previste dall’art. 79 della Costituzione.
Lavoro e formazione in carcere
Ampliare in modo strutturale il lavoro, la formazione professionale e le attività socialmente utili per le persone detenute, rendendoli parte ordinaria del percorso rieducativo quando compatibili con le condizioni individuali e di sicurezza. L’attività deve essere organizzata con regole chiare, tutela della salute, valorizzazione delle competenze e, quando si tratta di lavoro produttivo, adeguata remunerazione.
Alternative alla custodia cautelare in carcere e garanzia patrimoniale
Il programma propone, per i casi in cui le esigenze cautelari possano essere adeguatamente soddisfatte con strumenti meno afflittivi, di valutare anche forme di garanzia patrimoniale come misura aggiuntiva o alternativa, insieme a obblighi di firma, dimora, controllo elettronico o altre prescrizioni.
Per evitare discriminazioni basate sulla ricchezza, l’eventuale garanzia dovrebbe essere proporzionata alla situazione economica dell’interessato e non sostituire la valutazione del rischio di fuga, reiterazione o inquinamento probatorio.
Udienze da remoto
Negli ultimi anni la giustizia civile, amministrativa e tributaria ha già sviluppato strumenti telematici e, in diversi ambiti, modalità di partecipazione da remoto. Il programma aggiorna quindi l’obiettivo: rendere stabile e semplice l’accesso alla videoconferenza quando compatibile con il contraddittorio e con la natura dell’udienza, lasciando in presenza le attività nelle quali la genuinità della prova o altre esigenze processuali lo richiedono
Prescrizione e durata ragionevole del processo penale
Il programma propone una revisione organica che garantisca tempi massimi effettivi per l’intero procedimento, evitando sia processi indefinitamente pendenti sia automatismi che impediscano la decisione nel merito per reati di particolare gravità.
Separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti
Prendendo atto dell’esito referendario, il programma A.P.I. mantiene come posizione politica la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, da perseguire soltanto attraverso un nuovo percorso costituzionale e un confronto pubblico che tenga conto delle ragioni emerse nel voto del 2026.
Responsabilità civile dei magistrati
La disciplina vigente prevede, in via generale, che il danneggiato agisca nei confronti dello Stato e che la responsabilità personale del magistrato operi secondo i meccanismi di rivalsa previsti dalla legge. Il programma propone di rafforzare la responsabilità personale nei casi di dolo o colpa grave accertata, assicurando al tempo stesso che la riforma non si trasformi in uno strumento di pressione sull’indipendenza della funzione giudiziaria.
Può essere valutata una copertura assicurativa obbligatoria per i casi previsti dalla legge, analogamente a quanto avviene per altre professioni, purché il sistema sia coerente con la natura pubblica della funzione e con i principi costituzionali.