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Ronald Reagan tra luci e ombre – Un uomo contraddittorio – parte IV

UN UOMO CONTRADDITTORIO

Nonostante l’immagine classica facesse di lui un uomo tutto d’un pezzo, Reagan era invece un personaggio di luci e di ombre, come per chi esce dalla norma e non si attiene alla mediocrità.  Tale fu l’alternanza tra chiaro e scuro, che molti studiosi lo considerano ancora oggi un soggetto misterioso, in parte indecifrabile.

Conservatore dichiarato, orgoglioso e fiero, Reagan smentì però se stesso in più occasioni, non disdegnando di citare presidenti democratici, tra i quali Roosevelt con il suo New Deal e John F. Kennedy.  Pur essendo stato un uomo di destra (esistono americani di sinistra?) apparve spesso di carattere progressista, ed è questa d’altronde la tesi dell’intellettuale Robert Nisbet, cioè che Reagan avesse intrinsecamente un’anima democratica e non veramente repubblicana. D’altra parte non va dimenticato che Reagan cominciò a far politica coi democratici e passò ai repubblicani (formalmente) soltanto agli inizi degli anni ’60, dopo che a Hollywood aveva anche testimoniato davanti alla Commissione per le Attività Antiamericane, negli anni Cinquanta in cui la Guerra fredda imperversava come non mai. Anche un altro attore- un divo- aveva compiuto questa parabola partendo da Hollywood: Charlton Heston, che era stato un indimenticabile Ben Hur e un indimenticabile El Cid, per poi finire a presiedere la National Rifle Association, l’associazione che difendeva i detentori di armi.

Nel sottile fulgore della sua contraddizione, Reagan rovesciò anche un assioma, quello cioè che voleva i conservatori come uomini grigi, pesanti, pessimisti, e i progressisti come dispensatori di futuro, ottimisti, raggianti.

Dai suoi detrattori Reagan fu considerato anche un uomo ingenuo e in generale poco attento alle fonti giornalistiche di cui “si nutriva”.  Non aveva chiaramente lo spessore di un intellettuale. Certo però ebbe la capacità di giostrarsi su due fronti: da una parte la sua comunicazione apparve calorosa, effervescente, dall’altra spesso si disse di lui che era solito mantenere comunque un certo distacco umano. Forse Reagan, per dirla in parole povere, non era l’uomo estroverso che sembrava essere.

Continua con “Ronald Reagan – Splendori e miserie di un presidente – Parte V

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