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Un’altra vittima dell’abbandono

Come riportato su Il Messagero (edizione online) del 26 febbraio 2021, un’altra Partita Iva si è suicidata, travolta dall’angoscia, schiacciata dal peso di un “fallimento” imprenditoriale che si stava materializzando in questo periodo disgraziato.
Dopo 25 anni di attività a Carmignano in provincia di Prato la sua agenzia viaggi aveva incassato un brutto colpo a causa della pandemia di Covid-19. Come se non bastasse era subentrato quel senso di abbandono da parte delle Istituzioni che solo chi è un libero professionista sa comprendere. Probabilmente altri motivi hanno concorso a questa tragedia ma troppe persone non ce la fanno più.
Lungi da me nel giustificare un suicidio però la situazione va compresa.
É troppo semplice puntare il dito condannando un gesto estremo e forse irrazionale come il togliersi la vita, ma quanti di noi hanno trascorso momenti di violento smarrimento durante situazioni di tracollo emotivo, economico e sociale? Molti, vero?
Mi ricordo bene quando anch’io decisi di aprire la Partita Iva “perché nel mondo c’è spazio per tutti” ma col passare degli anni mi sono reso conto di quanti bocconi amari occorra mandare giù: problemi coi pagamenti, problemi con le tasse, problemi nel trovare clienti… e problemi nel sopravvivere.
Il nostro Governo dovrebbe trattare noi Autonomi e Partite Iva come semi pronti per la germinazione e non lasciarci morire di disperazione infischiandosene di chi contribuisce al PIL nazionale! Soprattutto adesso dove tutti i nodi vengono al pettine. Me ne ricorderò bene!

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