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Autonomi e Partite Iva

Per lo Stato, gli Autonomi e le Partite iva valgono meno di un disoccupato

Il decreto “Cura Italia”, emanato ieri dal Governo, ancora una volta discrimina noi lavoratori autonomi e a Partita Iva. Un libero professionista, nel nostro Paese, percepisce un contributo addirittura inferiore al reddito di cittadinanza previsto per i disoccupati. Il nuovo decreto ha previsto, per i lavoratori autonomi, quale indennità per il fatturato perso, la somma di €. 600,00, per ora solo relativamente al mese di marzo ed eventualmente estensibile ogni mese sino alla fine dell’emergenza.

I DISOCCUPATI, attualmente, percepiscono un reddito di cittadinanza tra i 400 e gli 800 euro al mese, importi che crescono al crescere del numero dei componenti delle famiglie. Peccato, però,  che noi lavoratori autonomi e a partita iva, a differenza di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza, diamo un concreto contributo alla crescita economia e sociale del Paese! Lo abbiamo detto tante volte, siamo stati e saremo sempre il vero motore di crescita, in quanto l’economia italiana si basa e vive quasi esclusivamente sullo sviluppo delle piccole e medie imprese! Ci si sarebbe aspettato un po’ più di comprensione e di considerazione. Sospendere i pagamenti ora in scadenza  è l’ennesima presa in giro, in quanto a giugno si dovranno pagare e si accumuleranno a quelli a scadere. Non è pensabile che non lavorando si possano saldare le scadenze tributarie…occorre un condono tombale delle imposte, quanto meno sino  a luglio, per permettere alla nostra categoria di poter superare questo periodo critico.

E’ stata prevista la sospensione di tre mesi delle attività dell’Agenzia delle Entrate che, a primo acchito, potrebbe sembrare un bene ma finisce per sostanziarsi, di fatto, in una proroga  di ben due anni dei termini per gli accertamenti fiscali, cioè fino al 2022, al contribuente è invece concessa una sospensione soltanto di alcune settimane per i termini dei ricorsi in scadenza.

Come sempre due pesi e due misure a scapito del cittadino contribuente e della classe produttiva del Paese.

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