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Autonomi e Partite Iva

Meno slogan, più concretezza

Il Governo ha pubblicato il testo completo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le misure della cosiddetta FASE 2 contro il Coronavirus.

Le nuove misure sembrano allentare in parte le restrizioni in vigore ma, chi si attendeva grandi novità è rimasto deluso.

Nelle 70 pagine del DPCM del 26 aprile si aggiunge confusione a confusione; sul tema, per esempio degli aiuti alle imprese e ai lavoratori autonomi e a Partita Iva navighiamo nella nebbia fitta dei PROCLAMI ALTISONANTI.

Il Presidente del Consiglio si è rivolto agli italiani con un discorso incentrato sul fatto che occorre mantenere le misure di distanziamento sociale sino ad ora adottate; un discorso – come al solito – cavilloso e sfuggente, un comizio vuoto, ricco solo di iperboli.

Si percepisce, tangibile, la sensazione che il Governo stia navigando a vista, con occhi bendati!

Ad oggi, neppure un euro è arrivato alle imprese e i lavoratori autonomi e a Partita Iva e coloro che hanno ricevuto il c.d. bonus… sono delle mosche bianche.

Traspare solo tanta burocrazia e la totale mancanza di metodo.

Il 4 maggio è, infatti, alle porte e, sino ad oggi, si è solo discusso di date per la possibile apertura di alcune attività ma non è stato definito il metodo… siamo allo sbaraglio.

Il punto non deve essere QUANDO si riapre, ma CHI può RIAPRIRE.

Se per esempio, Parrucchieri ed Estetiste rispettano i protocolli di sicurezza, come le altre categorie, perché non possono riaprire?

Un commerciante, un esercizio all’interno di un centro commerciale e, più in generale, attività e aziende, se rispettano e attuano il protocollo di sicurezza perché non potrebbe riaprire subito?

Ebbene, dal decreto in esame ci si sarebbe auspicati proprio questo: la previsione di una serie di direttive, anche stringenti, in grado di tutelare la salute delle persone, a cui le imprese si sarebbero dovute attenere rigidamente, garantendo la massima sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro, consentendo, così, la loro riapertura immediata.

Possibile che non si comprenda che, se le aziende non ripartono al più presto, potrebbe essere la fine per molte di loro e un disastro per il nostro intero sistema economico!

Contrariamente a quanto sostenuto dal Governo, occorrere un sostegno economico che non porti all’indebitamento delle imprese e dei lavoratori autonomi e a Partita Iva. Occorrono soldi veloci alle imprese e ai lavoratori.

Le poche imprese che apriranno il 4 maggio come faranno a sopravvivere?

Avranno solo ulteriori costi!

NON TROVERANNO LA DOMANDA DEI CONSUMATORI, sempre più impoveriti dalla diminuzione dei redditi e dal probabile aumento dei prezzi.

Il Governo si preoccupa di regolamentare il prezzo delle mascherine e non ha la capacità di guardare al di là del naso, prevenendo la grave CRISI che si profila all’orizzonte.

Ma è possibile che 15 TASKFORCE, per un totale di 450 teste NON SIANO STATI IN GRADO DI PARTORIRE UNA STRATEGIA PER LA RIPARTENZA DELLE ATTIVITÀ?

Tante teste e nessuna decisione!

Questo accade perché, ahinoi, chi ci governa ha perso il contatto con la vita reale, come i reali bisogni del popolo.

Democrazia vuol dire “Governo del Popolo”, svegliamoci e facciamo sentire la nostra voce, vogliamo più concretezza, più competenza e soprattutto meno slogan!

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