fbpx

Autonomi e Partite Iva

L’importanza del tempo libero

In un mondo iper connesso l’unica connessione di cui abbiamo realmente bisogno è quella con noi stessi

Un esperimento sociale sul lavoro, diffuso in questo video e diventato virale in pochi giorni, testimonia l’eterno dilemma che tormenta il lavoratore contemporaneo: meno tempo libero e più soldi o più tempo libero e meno soldi? Meglio accumulare ricchezza o avere una vita più spensierata?

L’esperimento

L’esperimento si svolge in un’asettica sala colloqui. Diversi candidati si presentano dopo aver risposto a un annuncio di lavoro che promette uno stipendio molto alto in cambio di una totale disponibilità oraria. Il sogno di molti di noi, probabilmente. I colloqui iniziano e diversi candidati ammettono di essere lì per i soldi: vogliono guadagnare di più anche se guadagnano bene e si dicono disposti a lavorare tanto a patto di una retribuzione proporzionata. Così, attraverso delle domande mirate come “quante ore al giorno lavorerebbe?” o “quanti mesi all’anno sarebbe disposto ad andare in trasferta?” gli intervistatori elaborano uno schema preciso sulle disponibilità degli intervistati.

I risultati sono sorprendenti: stipendi alti e sopra le aspettative. I candidati sorridono soddisfatti.

Subito dopo, però, compaiono altri numeri che destano non poche curiosità. “Cos’è quel numero?” chiedono. “Sono le ore che le rimangono a settimana per sé stesso, tolte le ore di sonno”. Appare il numero 6: sei ore alla settimana per mangiare, incontrare gli amici, dedicarsi alla famiglia, stare all’aria aperta. Le facce dei candidati si fanno cupe, improvvisamente cupe.

Il tempo libero dell’uomo moderno

Negli ultimi decenni l’essere umano si è dovuto adattare a ritmi sempre più artificiali, distanti da quelli inscritti nella biologia di migliaia di anni. La voglia di emergere in una società sempre più competitiva da una parte e il bisogno di accumulare denaro in un’economia in recessione dall’altra, hanno reso i lavoratori sempre più work addicted (lavoro-dipendenti).

La conseguenza? Il tempo libero viene vissuto in maniera schematica e organizzata, cercando di incastrare tutto ciò che di bello può accadere fuori dall’ufficio: non è quindi un caso che aumento del consumo di ansiolitici e crisi identitarie sono aumentati esponenzialmente.

Se è vero che il lavoro nobilita l’esistenza umana, favorendo una collocazione all’interno della società, aiutando a costruire un’identità di sé stessi, combattendo l’ozio, tessendo una rete di interazioni sociali, dall’altra parte è importante poter fare tutto questo anche fuori dal contesto lavorativo. In uno spazio in cui schemi e scadenze lascino spazio a caos e imprevisti.

Libertà e creatività

Lo sguardo degli intervistati nell’esperimento parla chiaro: i soldi non contano più se ti tolgono la possibilità di avere una vita. È uno sguardo intimorito, che ricorda quello di un animale in gabbia, forse è proprio così che si sono sentiti.

L’uomo ha bisogno di libertà e creatività. E non si può godere di nessuna delle due lavorando troppe ore al giorno. Il tempo libero consente di godere delle cose inaspettate della vita, come incontrare con un vecchio amico, scoprire un nuovo sport, fare una passeggiata nel bosco. Consente di assaporare l’impagabile bellezza del “vuoto”. Un’ora passata sul proprio letto davanti al pc, magari a mangiare pop-corn e guardare video divertenti.

Abbiamo bisogno del vuoto molto di più di quello che pensiamo.

Grazie al vuoto la leggerezza del nostro spirito viene a galla e ritroviamo quell’ingenuità infantile che abbiamo perso. Ritroviamo la voglia di giocare e ci riconnettiamo al nostro vero io. Torniamo in uno spazio che non è influenzato da nessun dovere esterno, colleghi, scadenze, ma in cui ci siamo solo noi con i nostri desideri più futili: torniamo a essere noi stessi.

Il paradosso

Questa riconnessione con la parte più vera del nostro io non ci rende solo più creativi, ma c’irradia di un’energia nuova. Paradossalmente l’otium migliora il negotium: il tempo libero di qualità ci rende più performanti a lavoro.

Un individuo appagato nella sua vita privata rende più di qualcuno che vive di solo lavoro, entra ed esce dai diversi processi produttivi con più facilità, è flessibile, è appassionato. È un lavoratore che brilla per inventiva, per iniziativa ed è curioso verso il circostante.

Il tempo libero nelle nuove generazioni

Da diversi studi è emerso che i Millennials (i nati dopo gli anni Ottanta) preferiscono il tempo libero a uno stipendio superiore. I giovani sembrano aver capito l’importanza dello sviluppo delle proprie passioni e della gestione del tempo libero, aderendo al trend dello smart work diffuso nei paesi del nord Europa: 6 ore di lavoro intensivo portano a maggiori risultati di 8 ore di lavoro standard.

Probabilmente la possibilità di entrare istantaneamente in contatto con tutto e con tutti, in ogni momento, ci ha fatto dimenticare la connessione più importante per la nostra realizzazione nel mondo: quella con noi stessi.

Condividi ora questo articolo

Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su twitter

La nuova spinta all’edilizia

Per cercare di fronteggiare la crisi finanziaria e produttiva che affligge la nostra economia, il legislatore ben ha pensato di

Storia di un eroe moderno

Una donna o un uomo con la partita Iva. L’eroe si alza tutte le mattine senza sapere quando andrà in

Il ritorno delle nazionalizzazioni

Da diverso tempo si sta assistendo ad un sempre più massiccio intervento dello Stato, attraverso anche l’utilizzo dei fondi di

La nuova spinta all’edilizia

Per cercare di fronteggiare la crisi finanziaria e produttiva che affligge la nostra economia, il legislatore ben ha pensato di

Storia di un eroe moderno

Una donna o un uomo con la partita Iva. L’eroe si alza tutte le mattine senza sapere quando andrà in

Il ritorno delle nazionalizzazioni

Da diverso tempo si sta assistendo ad un sempre più massiccio intervento dello Stato, attraverso anche l’utilizzo dei fondi di