Ministro, Grazie al DL 11/2020 a sua firma, l’avvocatura è l’unica categoria di lavoratori che non può proteggersi dall’epidemia che ha colpito e sta mettendo in ginocchio il nostro paese. Grazie a lei, la formulazione degli artt. 2, 3 e 4 del DL è talmente ambigua da lasciare spazio alle più disparate interpretazioni sulla effettiva sospensione dei termini processuali.
Grazie a lei, l’avvocatura si trova nell’incertezza di dover o meno attendere al compimento di attività che, se non sospese, comportano decadenze e preclusioni, con conseguente responsabilità professionale degli avvocati che non le compissero. Grazie a lei, ci vediamo rifiutare le richieste di notifica di atti urgenti dagli Ufficiali Giudiziari, i quali, facendosi forti di una direttiva ministeriale interpretata maldestramente, scaricano su di noi la responsabilità del loro rifiuto. Grazie a lei, dobbiamo continuare a depositare atti in scadenza e siamo l’unica categoria costretta a recarci negli studi per lavorare. Grazie a lei, non abbiamo alcuna certezza in ordine ai processi che devono essere trattati. Grazie a lei ed all’inadeguatezza degli strumenti forniti agli uffici giudiziari, la celebrazione delle udienze urgenti in videoconferenza si risolve in una mera petizione di principio, irrealizzabile nei fatti e che, comunque, non garantisce la sicurezza dei dati che vengono trasmessi e, quindi, espone tutti noi, magistrati ed avvocati, a possibili responsabilità. Grazie a lei, siamo in balia della condivisibile prudenza dei capi degli uffici giudiziari i quali temono di assumere provvedimenti che, ancorché necessari ed urgenti, potrebbero esorbitare dal loro potere e, comunque, determinano una situazione di inaccettabile disomogeneità da circondario a circondario, da distretto a distretto.
Si faccia carico delle responsabilità connesse al suo ruolo, ministro, e delle conseguenze che la sua manifesta incapacità ed inadeguatezza sta facendo subire ad una categoria professionale alla quale non è degno di appartenere
Avv. Massimo Rossi