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Il Lavoro di Cittadinanza

La proposta si articola in più punti e ha lo scopo di restituire ai cittadini la dignità di un lavoro e a ridurre progressivamente il peso economico di altre soluzioni puramente orientate all’assistenzialismo.
NO AL REDDITO DI CITTADINANZA SI AL LAVORO DI CITTADINANZA (1)

La proposta si articola in più punti e ha lo scopo di restituire ai cittadini la dignità di un lavoro e di ridurre progressivamente il peso economico di altre soluzioni puramente orientate all’assistenzialismo.

Operazioni preliminari.

1) Creare liste dei cittadini attualmente senza impiego fisso specificando esperienza, lavori precedenti, titoli di studio ed eventuali attitudini personali.

2) Creare liste in base alle richieste degli imprenditori interessati ad accedere a questo progetto; le liste dovranno essere integrate con documenti che dovranno necessariamente contenere tutte le informazioni relative al piano di sviluppo previsto dall’azienda che accede al progetto.

3) Creare una piattaforma digitale per la gestione delle assunzioni e la gestione del personale ULPT presso le aziende.

4) Utilizzo massiccio dei Fondi Europei dedicati alla formazione.

Se consideriamo di utilizzare i Centri per l’Impiego privati si dovrà prevedere un compenso proporzionale ai risultati di collocamento che saranno in grado di ottenere così da stimolare l’efficienza del processo.

Inserimento in azienda

Create le liste e collocato il personale sarà in carico all’azienda inserire, formare, gestire e controllare il lavoratore.

1) Il compito del datore di lavoro è quello di formare il lavoratore e di inserirlo in un percorso che lo reintegri nel tessuto economico.

2) Il compito dello Stato è quello di mantenere un costante dialogo con il datore di lavoro al fine di verificare il corretto svolgimento del processo di integrazione o reintegrazione del lavoratore.

3) Il periodo entro il quale si dovrebbe completare il processo è di anni 1.

Operazione di controllo

1) Ogni lavoratore non potrà mai assentarsi senza valida giustificazione, dovrà rispettare orari e mansionario, pena il decadimento al diritto ad ogni forma di assistenza da parte dello Stato.

2) Ogni imprenditore dovrà rispettare i contratti nazionali dei rispettivi settori, formare e tutelare la dignità e la salute dei lavoratori nonchè il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro alla L.81/08.

3) Lo Stato, l’Inps e tutti gli enti preposti, tramite ispezioni programmate e non, dovranno vigilare sul rispetto delle regole da parte dei soggetti interessati.

4) Per cessazione del rapporto di lavoro, sia dimissionario che per licenziamento, che comporti una responsabilità del lavoratore, lo stesso decadrà dal Rdc e dalla possibilità di richiedere la Naspi od

altri ammortizzatori sociali. In questi casi l’azienda sarà esentata dal pagamento del ticket Naspi.

Aventi diritto

1) Nessun pregiudicato o condannato in via definitiva potrà accedere al progetto, sia si tratti di imprenditore, sia si tratti di lavoratore.

2) Ogni lavoratore extracomunitario dovrà risultare residente sul territorio da almeno 10 anni di cui gli ultimi due anni in modo continuativo, oppure in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo ed in regola con la documentazione richiesta per gli immigrati.

3) Gli imprenditori che vogliano accedere al progetto dovranno essere in regola con i pagamenti verso la PA.

4) Nessuna azienda con sede legale ed operativa, anche solo legale o solo operativa al di fuori dal territorio Nazionale potrà accedere al progetto.

Risorse e progressione dopo il periodo di prova.

(prima ipotesi che prevede un’implementazione dedicata)

1) Lo stipendio netto per il primo anno sarà interamente a carico dello Stato e corrisponderà al RdC attuale. A discrezione del datore di lavoro integrare in maniera volontaria e completamente defiscalizzata ed esente da contribuzione Inps/Inail la paga mensile erogata dallo stato.

2) A fine del primo anno, se il datore di lavoro non intendesse assumere i lavoratori, ma ne volesse invece inserire dei nuovi perderà il 50% della sua capacità di accesso in termini di numero di lavoratori a meno che non si riscontrino fondati motivi. Questo per evitare un continuo turnover a spese dello Stato.

3) Dal secondo anno in poi a scadenza annuale ci sarà un progressivo passaggio a regime ordinario: stipendio secondo CCNL di settore con deduzione della contribuzione a carico del datore di lavoro di €750 come da RdC. Dal terzo anno la deduzione calerà progressivamente nella misura del 20% anno fino a regime ordinario.

4) Contemporaneamente al progetto “Un Lavoro Per Tutti”, per rendere competitiva l’offerta delle aziende, si dovrà procedere ad una progressiva decontribuzione del lavoro dipendente, sia lato impresa che lato lavoratore.

Risorse e progressione dopo il periodo di prova.

(seconda ipotesi che prevede l’uso di strumenti contrattuali esistenti)

1) Il cittadino verrà inserito in azienda con contratto di stage della durata di mesi 12 (comprensivi di un periodo di prova di mesi 3 per testare sia l’attitudinalità del lavoratore da parte dell’azienda, sia per permettere al lavoratore di comprendere l’effettiva fattibilità del progetto in base alle proprie competenze ed aspirazioni. La retribuzione netta per il primo anno sarà interamente a carico dello Stato e corrisponderà al RdC dell’avente diritto, ad esclusione di eventuali ore straordinarie che saranno a carico del datore di lavoro, ma in regime di decontribuzione e defiscalizzazione totale. A discrezione del datore di lavoro eventualmente integrare in maniera volontaria e completamente defiscalizzata la retribuzione mensile erogata dallo stato.

2) Il lavoratore che rifiuti di proseguire in un progetto per due volte, decadrà da ogni beneficio e dalla possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali per almeno due anni.

3) A fine del primo anno il datore di lavoro dovrà scegliere se assumere i lavoratori con contratto a tempo indeterminato in regime di apprendistato speciale con le stesse regole dell’apprendistato indicate nel CCNL di appartenenza, ma con tempistiche diverse in base alle competenze acquisite dal soggetto nel corso dello stage che andranno eventualmente aggiunte a competenze eventualmente già acquisite nella vita lavorativa e comunque non superiore a 36 mesi, oppure decidere di chiudere il progetto, ma in questo caso se volesse inserire nuovi progetti perderà il 50% della sua capacità di accesso in termini di numero di lavoratori a meno che non si riscontrino fondati motivi. Questo per evitare un continuo turnover a spese dello Stato.

4) Dal secondo anno in poi, con il passaggio del lavoratore a contratto di apprendistato speciale, ci sarà un progressivo passaggio a regime ordinario: retribuzione secondo CCNL di settore con decontribuzione totale, con contributo a carico del lavoratore nella stessa misura del contributo a carico di apprendisti per tutta la durata del progetto fino ad un massimo di mesi 36.

5) Terminato il periodo di apprendistato speciale, in caso di riconferma del lavoratore a tempo indeterminato, il datore di lavoro potrà fruire di ulteriore decontribuzione totale per 12 mesi.

6) Il contratto di stage/Rdc ed il contratto di apprendistato speciale dovranno prevedere obbligatoriamente un fascicolo stilato dall’azienda contenente il progetto, le mansioni, la formazione dettagliata, soprattutto in materia di sicurezza del lavoro nel rispetto delle normative previste dalla L81/08 e successive modificazioni.

7) Dovrà altresì essere predisposta per ogni lavoratore una scheda personale contenente il percorso formativo dello stesso e le competenze acquisite.

8) Il lavoratore, durante tutto il percorso, potrà essere licenziato qualora sussistano i gravi motivi di giusta causa previsti dalla vigente normativa.

9) Il datore di lavoro dovrà essere regolare con il pagamento delle retribuzioni e contributi di sua competenza, pena il decadimento dal progetto.

10) Il lavoratore che rifiuterà di essere confermato o che rassegni le proprie dimissioni prima che sia trascorso un anno dalla sua conferma, non potrà accedere ad ammortizzatori sociali per un periodo di anni due dalla cessazione del rapporto.

11) Contemporaneamente al progetto “Lavoro di Cittadinanza”, per rendere competitiva l’offerta delle aziende si dovrà procedere ad una progressiva defiscalizzazione e decontribuzione che dovrà essere portata a livelli accettabili, del lavoro dipendente, sia lato impresa che lato lavoratore.

Vantaggi

1) Il primo vantaggio è per lo Stato che a fronte di una spesa che comunque sosterrebbe ha la possibilità di avere nell’imprenditore, non solo un valido alleato nella lotta ai furbetti che pur percependo il RdC lavorano in nero, ma anche un soggetto che formerà e provvederà al reinserimento del lavoratore nel tessuto economico.

2) Vantaggio per le aziende che, a fronte dell’impegno formativo e del controllo, avranno accesso alla manodopera a basso costo che gli servirà per il rilancio futuro.

3) Progressivamente si stima che l’impiego e/o il reimpiego possa creare posti di lavoro non solo per i giovani, ma anche aiutare chi ne è uscito in età avanzata.

4) Con questo progetto si dovrebbe ridurre di molto l’improduttivo assistenzialismo che contraddistingue l’istituzione originale.

Possiamo ipotizzare anche lavori temporanei socialmente utili in capo ai comuni e alle istituzioni locali.

Per quanto riguarda gli stipendi e quanto a carico dell’imprenditore, per evitare ritardi nell’arrivo dei fondi da parte dello Stato, si può ipotizzare la deducibilità immediata dei costi sostenuti. Così facendo si arriverebbe ad evitare inutili quanto inefficienti passaggi di denaro e si permetterebbe agli imprenditori di poter creare un business plan con scadenze precise riguardante i flussi finanziari.

Marcello Sivero

Vice Coordinatore Regione Lombardia

Coordinatore Provinciale di Mantova

Coordinatore Sviluppo Progetti Lombardia

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