Senza l’equilibrio dei costi e il prevalere dei ricavi i conti non tornano. Se togli posti a tavola al ristoratore e non gli dai spazi all’aperto non puoi pensare che possa aprire. A meno che non cambi prezzi e magari lo stesso mood del ristorante. È logica. Ma la logica non governa nei Palazzi del Potere. Nemmeno a Milano. Tanto da multare i ristoratori milanesi che in piazza Arco della Pace, in pochi ma con tante sedie vuote, hanno riprodotto un singolare flash mob con tanto di mascherine per denunciare la fine di un comparto che ha fatto grande Milano. La ristorazione. Un industria che si fa retail, franchising spesso pensato all’ombra della Madonnina… in tutto il mondo. Ma che al tempo del Covid rischia seriamente di non poter riaprire. Come risponde il Palazzo, il sistema, la politica? L’ascolto? No. La multa. Lo schiaffo più sprezzante che si possa dare a chi vuole lavorare. Alla fine sembra che a pagare sarà il gruppo consiliare di Forza Italia ma resta il dato. La macchina burocratica in forza di un regolamento contrario al buon senso ha potuto multare il “ricco intraprendente imprenditore”. Questo pregiudizio contro l’Impresa ha ucciso il Bel Paese.
Meno contributi e meno tasse
La lotta al cuneo fiscale è da sempre uno degli obiettivi di Eugenio Filograna. Infatti, fin dal periodo in cui era Senatore di Forza Italia.