In attesa di regole certe, (e per tempo), della riapertura di imprese non strategiche, dei negozi, delle attività, della vita “normale”, regna la confusione e il nonsense. Dov’è finito il buon senso? Quante volte lo abbiamo detto prima del Covid… e adesso ci tocca ripeterlo ancora di più. Migliaia di ordinanza comunali, regionali, tutte diverse si aggiungono a quelle che si profilano all’orizzonte dettate da più comitati di esperti chiamati da Ministri e dal presidente del consiglio. Esperti che finalmente hanno superato il numero degli infetti. Mille procedure per accedere al credito aggiuntivo dedicato alle imprese: ma ci arrivano segnalazioni che le banche stanno ripianando vecchie posizioni di sofferenza. In altri termini, mancano procedure semplici e buon senso. E tanti nostri Amici ci segnalano il proprio conto della serva: conviene aprire il ristorante? Il bar? La propria attività? No. I conti non tornano. Troppo costi per riaprire e il break even point non quadra. Non si può riaprire. Ve ne dico solo uno. Che mi fa venire le lacrime agli occhi per il Valore storico e culturale. Cipriani a Venezia non potrà aprire l’Harry’s bar. Quanti di questi luoghi unici al mondo sono costretti a cedere di fronte a leggi e regolamenti dettati dal conformismo e dal nonsense? E quanti giovani hanno dato tutto quello che avevano per un format commerciale che adesso risulta fallimentare?
Che peccato. Per una legge che di scientifico al 2020 ha ben poco.
Meno contributi e meno tasse
La lotta al cuneo fiscale è da sempre uno degli obiettivi di Eugenio Filograna. Infatti, fin dal periodo in cui era Senatore di Forza Italia.