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Il virus sconfigge le discriminazioni. Piccole speranze crescono

Per la prima volta nella storia dell’umanità assistiamo a cose mai viste. Le Chiese sono chiuse. E neanche si sa quando apriranno. Ristoranti e caffè storici che nemmeno due conflitti mondiali, con le invasioni di eserciti stranieri, la fame e la distruzione delle città poterono chiudere, sono chiusi. Siamo così arrivati al primo maggio. Ma il Ponte a Genova è stato rialzato in poco in meno di due anni dallla tragedia del crollo. E una festa divisiva per egoismo ideologico e violento confronto di classe finalmente si manifesta nel mondo per quello che è. Una festa che celebra chi produce il lavoro, che è ricchezza per tutti, crescita per la società e dignità della persona. Chi produce lavoro? Chi produce ricchezza? Se imparassimo a rispondere a queste domande con risposte convinte e condivise porteremo a casa tanti buoni risultati di sistema.
Il primo? La fine della odiosa discriminazione per chi intraprende. Oggi le partite IVA ancora vengono discriminate e riconosciute come esclusivi luoghi di evasione. Fiscale… si intende. Perché per il resto altro che evasione. I nostri titolari di partite IVA nel disinteresse generale scontano una vita fatta di solitudine, preoccupazioni e ansie di prestazione. Si chiama responsabilità e andrebbe premiata… perché è una forza creatrice che fa la differenza in qualunque società. Ah la creatività. Noi Italiani ne siamo pieni. Il primo maggio per me è la festa del lavoro creativo. Auguri lavoratori. E chi è creativo deve festeggiare due volte. E questo sarebbe una altro grande traguardo perché onorerebbe la nostra storia e ci darebbe una visione di Paese. Un Paese capace pure di ricostruire e rammendare le ferite e voglioso di rialzarsi.

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