Partite Iva 2020: chiarimenti modifiche regime forfetario

Con la Legge di bilancio 2020, il mondo delle Partite Iva, è stata soggetta di diverse novità soprattutto per chi può usufruire del regime forfettario.  L’Agenzia delle entrate è intervenuta, con la risoluzione n. 7/E del 11 febbraio 2020, facendo chiarezza su alcune perplessità esposte nella modifica alla norma.

La platea di soggetti che possono accedere al regime forfettario è stata notevolmente ristretta, infatti, anche se il limite dei ricavi per rimanere all’interno del regime forfettario resta quello dei 65mila euro, con la Manovra sono stati introdotti due requisiti fondamentali, ovvero:

1. non aver sostenuto, nell’anno precedente, spese superiori a 20mila euro lordi per il personale e per il lavoro accessorio;

2. i redditi da lavoro dipendente o da pensione (sempre riferiti all’anno precedente) che non debbono avere superato i 30mila euro l’anno.

Nella risoluzione l’Agenzia conferma che i limiti sono in vigore già dal 1° gennaio 2020.

Vi era stata una larga interpretazione dello slittamento al 2021 di tali limiti perché lo Statuto dei diritti dei contribuenti stabilisce un termine minimo di 60 giorni per l’entrata in vigore di nuovi adempimenti tributari.  Tali disposizioni invece chiarisce L’Agenzia non sono in contrasto con lo Statuto perché non impongono nessun nuovo adempimento, ma prevedono “esclusivamente una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie”.

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