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Autonomi e Partite Iva

5 motivi per cui credere ancora nella partita IVA

In un paese scoraggiato dal sistema non ci restano che gli ideali

In questo spazio parliamo spesso delle difficoltà che i lavoratori autonomi incontrano nel mandare avanti le loro attività, che siano artigiani, commercianti o professionisti. Parliamo spesso dall’eccessiva tassazione che li affligge, dell’incertezza di mettersi in proprio in un momento di dubbia ripresa per il mercato e, infine, dalla mancanza di tutele da parte delle istituzioni.

Diciamoci la verità… non è un buon momento storico per chi ha la partita IVA. Il Ministero delle Finanze ha calcolato che il loro numero nel 2018 rimane più o meno lo stesso dell’anno precedente: nessun numero considerevole di “nuovi autonomi” dunque, soprattutto tra i giovani. E come biasimarli?

C’è però una parte di Paese che resiste, ed è quella che riesce a dare ancora ascolto alla propria voce interiore e ha il coraggio di rischiare. È spesso anche la parte del Paese che ce la fa, che non solo sbarca il lunario ma vince le avversità del sistema, creando profitti e benessere per sé e per gli altri.

Nonostante tutto avere partita IVA è un bene. Avere partita IVA è un valore. Avere partita IVA ha ancora dei vantaggi.

Ecco 5 motivi per crederci ancora.

  1. La Libertà. “La libertà non è uno spazio libero, non è neanche il volo di un moscone: la libertà è partecipazione.” Le parole di Giorgio Gaber calzano a pennello a quello che è forse l’aspetto più importante dell’avere partita IVA. La libertà di partecipare attivamente ai movimenti del mercato è un vantaggio notevole: è libertà di scegliere i propri clienti e collaboratori, ad esempio, oppure approcciarsi quotidianamente con le persone che si ritengono più congeniali al proprio modo di lavorare, mettere da parte chi non rispetta scadenze o paga in ritardo e favorire clienti più puntuali.Anche il tipo di lavoro può essere fondamentale: a parità di compenso economico preferire un’azienda o un determinato lavoro che diano maggiori soddisfazioni personali non è un fattore da trascurare.
  2. I margini di miglioramento. Per quanto rischioso quello dei lavoratori autonomi è un lavoro che consente una crescita molto maggiore, in termini economici, rispetto ai dipendenti.È vero i rischi sono alti, ma è alta anche le possibilità di passare da un reddito medio-basso fino a fare fortuna grazie ai propri talenti, che possono trovare la loro collocazione ideale nei più disparati e imprevedibili meandri del mercato.
  3. L’indipendenza. Tendenzialmentese hai partita IVA hai diversi clienti e diverse rotte. Questo consente un maggiore spirito di iniziativa, possibilità di essere originali e di spiccare, cose più difficili quando si è dipendenti di un’azienda strutturata o meno che sia.
  4. Crescita personale. Lavorare autonomamente dà certamente meno sicurezze rispetto a un lavoratore dipendente, ma sono proprio queste incertezze a formare il tuo carattere e renderti più “tosto” rispetto al mondo. Se hai partita IVA hai una corazza solida, sai come sopravvivere in un mercato di instabilità, sai metterti in gioco. Se hai partita IVA sai affrontare le tue paure.
  5. La rivendibilità del proprio lavoro. Chi ha molti interlocutori e collabora con realtà diverse ha indubbiamente un curriculum più ricco e più spendibile.Lavorare con partita IVA consente questa “flessibilità” e di conseguenza rende i lavoratori più completi e più capaci di adattarsi alle varie situazioni.

Questi sono gli ultimi ideali e speranze che ci rimangono per continuare a credere nel nostro lavoro con partita IVA. Come diciamo spesso il nostro è un “valore” che non va dimenticato.

Anche nei periodi più bui della storia, quello che ha tenuto in vita molte cose, favorendo poi rivoluzioni e cambiamenti positivi, sono stati gli ideali. Non dimentichiamoci dei nostri.

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