Il lavoro nel nostro paese è tassato esageratamente.
Da un rapporto della CGIA di Mestre online dalla seconda settimana di Aprile del 2019 emerge che dopo Belgio e Germania l’Italia è il Paese con il maggior peso contributivo sulla retribuzione lorda dei lavoratori.
Analizzandolo nel particolare, siamo terzi in questa classifica di gravosità che vede le seguenti percentuali:
Belgio 53,7 %
Germania 49,6%
Italia 47,7%
Francia 47,60
Austria 47,41
Ungheria 46,15
Repubblica Ceca 43,36
Slovenia 42,94
Finlandia 42,92
Svezia 42,92
Queste dunque le prime dieci posizioni. Sorprendono per valori bassi, che si attestano sotto i 30 punti, Australia, Irlanda, Corea, Israele, Svizzera, Messico, Nuova Zelanda (addirittura sotto i 20) e Cile, che chiude la classifica con 7 punti.
“Sebbene negli ultimi anni sia in calo”- afferma il segretario Renato Mason- “la dimensione del cuneo fiscale in Italia rimane un forte ostacolo alla crescita, allo sviluppo degli investimenti e all’espansione dell’occupazione. Per queste ragioni bisogna ridurre le tasse sul lavoro, iniziando dalla componente riconducibile ai lavoratori dipendenti.”