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Crisi? Guardare ai programmi. Capire gli interessi delle Partite IVA.

Questa improvvisa e imprevedibile crisi agostana di un Governo caratterizzato da un’improbabile alleanza, porta ad una buona notizia sulla quale poter mettere tutti d’accordo.
Cresce l’importanza dei programmi, comunque vada a finire.
Una cosa che non si dice ma che in queste ore si sta determinando: rotture personali, derivate da visioni e programmi totalmente diversi.
Ricordate quando si diceva che l’Italia era un paese di 50 milioni di Commissari Tecnici? Andate sui social. L’Italia in questa torrida estate è un Paese di severi commentatori politici.
L’unica via d’uscita è parlare, scrivere e ragionare di proposte. Proposte concrete. Programmi. Lo sta capendo chi -ancora una volta è Matteo Salvini – sta innovando il sistema: dopo aver alzato i toni, in queste ore ripete come un mantra solo di Fiat Tax e pace fiscale.
Se anche in Italia prende sempre più piede l’importanza di un programma politico, chi perde? Chi ci guadagna? La debolezza di alchimie e formule a tavolino dei politici alla ricerca di compromessi è evidente. Perdono i politici. Vince il soft power. La rappresentanza delle Partite IVA, ad esempio, può inchiodare la politica alle proprie responsabilità, ascoltando per temi tutte le parti politiche. Noi ci siamo. Cosa accadrà? Sarà tempo di programmi ed elezioni a breve o ancora una stagione intrisa di compromessi e di formule magiche?

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